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LA RANA e L’ASINELLO FAVOLA SCRITTA DA LETIZIA E GILBERTO LOATELLI |
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A belforte,
un ridente paesino della valle padana, C’ERA
un simpatico asinello che si Chiamava nello. |
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VIVEVA
IN UNA BELLA cascina proprio VICINO AL FIUME OGLIO E IL SUO PADRONE,
PEPPINO DETTO BEPI, GLI VOLEVA UN GRAN
BENE, ANCHE PERCHE’ DOPO
LA SCOMPARSA DELLA MOGLIE, NELLO ERA RIMASTO LA SUA UNICA COMPAGNIA.
ALL’ALBA DI OGNI GIORNO L’ASINELLO
ENTRAVA IN CASA, SI AVVICINAVA AL LETTO E SVEGLIAVA BEPI LECCANDOLO
SULLE GUANCE, POI LO ASPETTAVA PER LA COLAZIONE PERCHE’ SAPEVA
CHE QUALCHE BISCOTTO O UN PO’ DI
ZUCCHERO SICURAMENTE SAREBBERO caduti SOTTO AL TAVOLO. |
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in cucina , appollaiato sul suo trespolo di legno , c’era anche GARIBALDI , il pappagallo che bepi aveva trovato sull’albero del suo orto , sicuramente fuggito da qualche gabbietta lasciata aperta. |
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Era
lui che tutte le mattine , al sorgere del Sole , dava la sveglia a
tutti
gli
abitanti della cascina Cantando a squarciagola “
FRATELLI D’ITALIA …..”, una delle canzoni che il suo
nuovo padrone gli aveva INSEGNATO. |
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PER CHIEDERGLI CHE COSA
FOSSE SUCCESSO. LORIS, CHE ERA IL PRESIDENTE, GLI SPIEGO’ LA TRAGICA SITUAZIONE : A UNA SETTIMANA DALLA FESTA“ D’LA RANA E DAL STRACOTT“ IL POVERO ASINELLO CHE DOVEVA ESSERE SACRIFICATO PER PREPARARE LO STRACOTTO, purtroppo NON ERA ANCORA STATO TROVATO , per questo motivo chiesero a bepi se potevano prendere NELLO per risolvere il loro problema. Il contadino in lacrime gli disse che il Sacrificio che gli chiedevano era enorme ,ma Che avrebbe accettato solo per salvare la Festa di belforte. A quel punto pero’ espresse Un desiderio : chiese solamente che il suo caro asinello rimanesse ancora un giorno Nella cascina per poter trascorrere la Notte in sua compagnia e svegliarsi accanto a lui Per l’ultima volta. |
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NELLO,ANCHE
SE NON CAPIVA IL LINGUAGGIO DEGLI UMANI, INTUI’ CHE PER LUI LA
SITUAZIONE NON ERA MOLTO FELICE E NE EBBE LA CERTEZZA QUANDO IL SUO
PADRONE , AVVICINATOSI Allo steccato, ACCAREZZANDOLO SCOPPIO A PIANGERE. In quel momento gli sguardi dei ragazzi Si fecero piu’ insistenti verso il povero nello E lui ,triste e rassegnato, si avvio’ nell’angolo Del suo recinto per quella che pensava essere La sua ultima scorpacciata di erba fresca. Non fece in tempo ad addentare il primo Ciuffo di erba che si udi’ un gracidio forte e deciso: “ hei ,ma che fai non vorrai mangiarti Una rana piccola e indifesa come me ? “. |
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L’asinello fece
un balzo indietro e rimase a Bocca aperta senza parole. “ ma io
ti conosco, tu sei nello, Ti vedo sempre quando vieni a bere allo Stagno “. |
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| piacere
di conoscerti , io Sono adriana la rana”. “ E PERCHE’ “ ,CHIESE
L’ASINO, “ INVECE DI STARTENE IN ACQUA TI NASCONDI IN
MEZZO ALL’ERBA ? “. “ MA COME, NON SAI IN CHE MESE
SIAMO, E’ LA PRIMA SETTIMANA DI LUGLIO E TUTTI I RANèR DI
BELFORTE STANNO PESCANDO PER PROCURARE LA MATERIA PRIMA PER LA FESTA
, PROPRIO NOI POVERE RANE “,RISPOSE
ADRIANA. “ HO PAURA CHE ANCHE IO FARO’ UNA BRUTTA FINE “, DISSE NELLO, “ PENSO PROPRIO CHE NELLA PENTOLA DELLO STRACOTTO , QUEST’ANNO CI FINISCA IO “. “ NON TI PREOCCUPARE , HO UNA NOTIZIA DA DARTI CHE TI SOLLEVERA’ IL CUORE “ DISSE LA RANA AVVICINANDOSI CON UN BALZO ALL’ ORECCHIO DELL’ASINO .” L’ALTRO GIORNO, LE MIE AMICHE CHE VIVONO DALL’ALTRA PARTE DELLO STAGNO MI HANNO RACCONTATO CHE UN POVERO ASINELLO, MENTRE SALTAVA IL FOSSO VICINO ALLA SUA CASCINA, è CADUTO E SI E’ ROTTO UNA ZAMPA”. “ E QUESTO COSA VUOL DIRE ?“ CHIESE NELLO. A DRIANA ALLORA ,CERCO’ DI SPIEGARSI MEGLIO: “ MA COME ,NON CAPISCI ? QUELLO CHE E’ SUCCESSO sara’ LA TUA SALVEZZA, QUEL POVERO ASINO, PURTROPPO, DOVRA’ ESSERE UCCISO E IN PENTOLA, AL TUO POSTO, POTRA’ FINIRCI LUI “. “ SI ,MA COME FACCIAMO A SPIEGARLO AL MIO PADRONE ? “, CHIESE NELLO ALLA SUA NUOVA AMICA. “ Questo e’ un bel problema “ sospiro’ Adriana, “ hai ragione , noi non Parliamo la lingua degli umani e quindi come possiamo dargli la notizia, e’ impossibile “. “ Garibaldi !!! “ , esclamo’ nello ragliando All’improvviso, “ ma sei impazzito ? “ gli chiese La rana stupita da quello slancio di euforia. Allora l’asinello gli spiego’ con molta calma che Garibaldi era il pappagallo di bepi |
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ed allora l’asinello
gli spiego’ con molta calma che Garibaldi era il pappagallo di
bepi ed era
l’unico che riusciva a parlare il linguaggio degli umani e quindi
lui poteva Aiutarlo in questa disperata impresa. E cosi’ fece, lo chiamo’ e gli disse quello che doveva riferire al suo padrone . |
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Al
tramonto ,quando il fattore rientro’ dal lavoro nei campi , Garibaldi gli
volo’ sulla spalla e gli racconto’ le Ultime novita’ che
arrivavano dalla fattoria oltre lo stagno. Dopo che ebbe caricato sul rimorchio i suoi amici animali , bepi Giro’ in fretta il suo trattore e si avvio’ a Tutta velocita’ verso La cascina per accertarsi che quello che gli Aveva detto il pappagallo fosse la verita’ . Infatti quando arrivo’ davanti al cancello Trovo’ proprio il medico degli animali che gli confermo’ l’accaduto. Poi gli spiego’ che l’asinello purtroppo aveva fatto una brutta caduta e non era possibile curarlo ; l’unica soluzione ,per non farlo soffrire troppo, era quella di dargli una puntura che lo avrebbe fatto addormentare per sempre. Bepi allora si diresse subito in paese ,con un po’ Di malinconia per il povero asino che doveva Passare a miglior vita, ma felice perche’ il suo Nello poteva salvarsi dal pentolone dello Stracotto. Appena vide i ragazzi del circolo, in piazza a belforte , fermo’ il trattore e gli racconto’ quello che era successo. Dopo averne parlato fra di loro ,chiamarono bepi e gli dissero di tornare tranquillamente alla cascina con il suo l’asinello. Il problema dello stracotto era risolto, la festa era salva, nello, adriana e il loro Amico bepi stavano tornando a casa, felici eContenti ; meglio di cosi’ proprio non poteva Andare . tutto e’ bene quel che finisce bene. |
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FINE |
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